Nel 2016 in calo gli infortuni mortali sul lavoro, il 54% è avvenuto fuori dell’azienda

Roma 5 luglio 2017. Il presidente Massimo De Felice ha presentato a Palazzo Montecitorio la Relazione annuale Inail, che illustra l’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico, i dati di bilancio dell’Istituto e i risultati più rilevanti conseguiti sul fronte degli investimenti, della ricerca e delle politiche in materia di cura, riabilitazione e reinserimento

“Nel 2016 le denunce di infortunio presentate all’Inail sono state 641.345, sostanzialmente in linea rispetto al dato registrato nel 2015 e in calo di circa il 14% nel quinquennio 2012-2016”. Lo ha detto questa mattina a Roma, nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, illustrando la Relazione annuale dell’Istituto che riassume l’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico, i dati di bilancio e i risultati più rilevanti conseguiti sul fronte degli investimenti, della ricerca e delle politiche in materia di cura, riabilitazione e reinserimento.

In un quinquennio i decessi sono diminuiti di un quarto. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro nel 2016 sono stati 419.390, di cui circa il 19% è avvenuto “fuori dell’azienda”, “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Un dato, quest’ultimo, che De Felice ha definito “rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione”. Delle 1.104 denunce di infortunio con esito mortale (erano 1.286 nel 2015, 1.364 nel 2012), gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 618 (di cui 332, pari al 54%, “fuori dell’azienda”): anche se i 34 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti “sul lavoro” si avrebbe una diminuzione del 12,7% rispetto al 2015 e di circa il 25% rispetto al 2012.

In due casi su tre le malattie professionali riguardano il sistema osteomuscolare. Il 2016 ha confermato l’andamento crescente nella serie storica delle denunce delle malattie professionali, che sono state circa 60mila (circa 1.300 in più rispetto al 2015), con un incremento pari a circa il 30% rispetto al 2012. A un terzo (33%) è stata riconosciuta la causa professionale, mentre il 4% è ancora “in istruttoria”. In più di due casi su tre (64%) le denunce riguardano patologie del sistema osteomuscolare.

I soggetti ammalati sono 45mila. Il numero delle malattie denunciate non coincide con quello dei soggetti ammalati che sono poco più di 45mila, di cui circa il 37% per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.400, mentre quelli deceduti nel 2016 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.297 (-32,2% rispetto al 2012), di cui 357 per silicosi/asbestosi (l’88% con età al decesso maggiore di 74 anni, il 71% con età maggiore di 79 anni).

Circa 745mila le rendite per inabilità permanente e ai superstiti. L’anno scorso sono state censite dall’Inail circa 3 milioni e 760mila posizioni assicurative (territoriali), con una minima riduzione (dello 0,4%) rispetto al 2015. Al 31 dicembre erano in essere 745mila rendite per inabilità permanente e ai superstiti (-1,95% rispetto al 2015). Le rendite per inabilità di nuova costituzione sono circa 17mila.

I dati dell’Inail su infortuni e malattie professionali (.pdf – 1,42 Mb)

 

Fonte: INAIL

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